Restiamo in casa a leggere!

I miei libri Gratis per tutto il periodo dell’emergenza virus

L’ispettore dal cuore d’oro.Pdf                                                       Favole del 2000.Pdf

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Copertina f4 l'ispettorecopertina Favole del 200.verde

 

Prendiamo esempio dal Decameron, restiamo in casa!

 

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Nel 1348 a Firenze imperversava la peste, Dieci giovani si chiusero in una casa di campagna fornita di tutto il necessario per sopravvivere e non uscirono, finché la peste non passò. Trascorsero il tempo raccontandosi novelle, facendo musica e giocando. E infine SOPRAVVISSERO!
Quindi anche noi: RESTIAMO A CASA!

Scarica l’ebook Gratis: https://www.liberliber.it/mediateca/libri/b/boccaccio/decameron/pdf/boccaccio_decameron.pdf
Proemio
COMINCIA IL LIBRO CHIAMATO DECAMERON, COGNOMINATO PRENCIPE GALEOTTO, NEL QUALE SI CONTENGONO CENTO NOVELLE IN DIECI DÌ DETTE DA SETTE
DONNE E DA TRE GIOVANI UOMINI.
Umana cosa è aver compassione degli afflitti: e come
che a ciascuna persona stea bene, a coloro è massimamente richiesto li quali già hanno di conforto avuto mestiere e hannol trovato in alcuni; fra quali, se alcuno mai
n’ebbe bisogno o gli fu caro o già ne ricevette piacere, io sono uno di quegli.

Per ciò che, dalla mia prima giovinezza infino a questo tempo oltre modo essendo acceso
stato d’altissimo e nobile amore, forse più assai che alla mia bassa condizione non parrebbe, narrandolo, si richiedesse, quantunque appo coloro che discreti erano e
alla cui notizia pervenne io ne fossi lodato e da molto più reputato, nondimeno mi fu egli di grandissima fatica a sofferire, certo non per crudeltà della donna amata, ma
per soverchio fuoco nella mente concetto da poco regolato appetito: il quale, per ciò che a niuno convenevole termine mi lasciava un tempo stare, più di noia che bisogno non m’era spesse volte sentir mi facea.

Nella qual noia tanto rifrigerio già mi porsero i piacevoli ragionamenti d’alcuno amico e le sue laudevoli consolazioni,

che io porto fermissima opinione per quelle essere avvenuto che io non sia morto.
Ma sì come a Colui piacque il quale, essendo Egli infinito, diede per legge incommutabile a tutte le cose mondane aver fine, il mio amore, oltre a ogn’altro fervente e
il quale niuna forza di proponimento o di consiglio o di vergogna evidente, o pericolo che seguir ne potesse, aveva potuto né rompere né piegare, per sé medesimo in
processo di tempo si diminuì in guisa, che sol di sé nella mente m’ha al presente lasciato quel piacere che egli è usato di porgere a chi troppo non si mette né suoi più
cupi pelaghi navigando; per che, dove faticoso esser solea, ogni affanno togliendo via, dilettevole il sento esser rimaso.
Ma quantunque cessata sia la pena, non per ciò è la memoria fuggita de’ benefici già ricevuti, datimi da coloro
à quali per benivolenza da loro a me portata erano gravi
le mie fatiche: ne passerà mai, sì come io credo, se non
per morte. E per ciò che la gratitudine, secondo che io
credo, trall’altre virtù è sommamente da commendare e
il contrario da biasimare, per non parere ingrato ho
meco stesso proposto di volere, in quel poco che per me
si può, in cambio di ciò che io ricevetti, ora che libero
dir mi posso, e se non a coloro che me atarono alli quali
per avventura per lo lor senno o per la loro buona ventura non abbisogna, a quegli almeno a qual fa luogo, alcuno alleggiamento prestare. E quantunque il mio sostentamento, o conforto che vogliam dire, possa essere e sia
a bisognosi assai poco, nondimeno parmi quello doversi
che io porto fermissima opinione per quelle essere avvenuto che io non sia morto.

Underwater Story ( di Lorenzo Pompei)

 

Atlantis sirena

Atlantis esseri

E’ la storia di un esploratore che sta effettuando una ricerca sottomarina che spera, lo porterà a riscoprire la mitica civiltà di Atlantide. Un incidente in mare lo fa sprofondare nell’abisso ma viene salvato da strane creature simili alle sirene: queste rivelano che sono i discendenti degli antichi abitanti di Atlantide e raccontano la loro storia: infatti, i loro antenati provenivano da un lontano pianeta e precipitati con la loro astronave nei pressi delle colonne di Ercole, proprio come diceva Platone. Questi alieni, erano una specie evoluta e avevano la facoltà di cambiare aspetto assumendo quello delle popolazioni con cuoi venivano in contatto e così fecero per poter familiarizzare con gli umani.
Ma le civiltà del vicino Mediterraneo invasero Atlantide e costrinsero gli alieni a ripararsi sott’acqua e a cambiare di nuovo aspetto diventando sirene e tritoni.
Negli abissi sono sopravvissuti, interagendo con l’ambiente sottomarino, difendendo specie marine in via di estinzione.
L’esploratore Jose Oliveira è il primo essere umano a mettersi in contatto con loro, e gli danno una possibilità: hanno fiducia in lui e lo riportano sulla terraferma dopo averlo sensibilizzato sul rischio che l’umanità stia correndo con l’inquinamento ambientale.
Questo breve film d’animazione è stato creato da Lorenzo Pompei con bellissimi disegni originali realizzati interamente a mano con una tavoletta grafica, nessun riferimento è stato utilizzato.

 

 

27 Gennaio giornata della memoria

Oggi 27 Gennaio, si celebra la giornata internazionale per ricordare le vittime dell’olocausto.  E’ stata scelta questa data perché fu nel 27 Gennaio 1945 che le truppe sovietiche della 60° armata liberarono il campo di sterminio di Auschwitz in Polonia, scoprendo e facendo conoscere al mondo intero gli orrori del genocidio nazista contro gli ebrei. Molti libri sono stati scritti in ricordo di questo spaventoso evento della storia dell’uomo. E’ giusto continuare a ricordare affinché serva come monito perché non succeda più!

Come è stato possibile, che esseri civili e intelligenti siano arrivati a  sentirsi talmente superiori da decidere di cancellare un’intero popolo dalla faccia della terra?

Quest’anno per non dimenticare vorrei proporvi un libro che come molti dedicati all’olocausto, è una storia vera, una raccolta di deposizioni e dichiarazioni relative al processo contro Il farmacista di Auschwitz” 

il farmacista di auschwitz

Victor Capesius era farmacista a Sighioara, buon vicino di casa e buon cittadino come tanti altri.  Anni dopo, Capesius si troverà ad Auschwitz, incaricato di selezionare molti  di questi suoi vicini per la camera a gas, scegliendoli personalmente.

Il farmacista, conoscendo già la loro salute, era in grado di stabilire quelli che sarebbero stati idonei per lavorare o viceversa inutili e quindi invitati ad andarsi a spogliare per prendere un bagno. Dalla farmacia del Lager era lui che distribuiva le dosi dello Zyklon B, il gas letale che invece dell’acqua usciva dagli erogatori delle docce. L’idillio di provincia divenne il più atroce e fetido mattatoio della storia. Quelli che erano i commensali di liete tavolate domenicali nelle colline transilvane si divideranno in assassini e assassinati, il familiare nido di provincia cova le uova di mostri. Capesius, condannato a nove anni di carcere, è poi vissuto e morto serenamente.

L’ispettore dal cuore d’oro

Gratis da leggere i primi 7 capitoli

Se vi piace lo potrete acquistare in offerta a € 0,99 su Streetlib

1) L’ispettore

L’ispettore Teddy scese da l’auto, pensando che, anche se da molti era definito un grande poliziotto, lui più semplicemente, (e modestamente) amava definirsi un “grosso poliziotto” per la sua mole alquanto fuori della media sia in altezza che (ahimè) in larghezza!

Ciò però non toglieva nulla al suo fascino; chi lo incontrava una volta, non lo dimenticava più, per quel suo sorriso, un po’ fanciullesco che metteva tutti a proprio agio e faceva credere che con lui si poteva parlare liberamente senza temere di essere arrestati. Salvo poi ritrovarsi in manette in men che non si dica!

Era sempre efficiente e disponibile; chi si rivolgeva a lui, lo trovava subito pronto ad offrire aiuto per risolvere problemi sia piccoli che impegnativi, lui aveva sempre tempo per tutti!

Di carattere amichevole non si sottraeva all’opportunità di fare conversazione con chiunque, senza però dimenticare di essere un poliziotto e quindi, memorizzando ogni informazione che potesse poi tornargli utile.

Infine diciamo pure che era un uomo molto simpatico alle ragazze, un po’ per la sua mole statuaria che ispirava un desiderio di protezione, ma anche per quel suo modo tenero e rispettoso con cui si rivolgeva loro.

Alla bella età di quarant’anni, era ancora single, forse perché non aveva trovato la ragazza che poteva aprire una breccia abbastanza profonda nel suo cuore, o forse perché era ormai talmente dedicato al lavoro, e il suo tempo già ampiamente occupato per gli altri, da non avere più neanche l’idea di potersene servire per i suoi interessi personali.

Perciò, a meno che non fosse stato proprio l’amore a imbattersi in lui, non si sarebbe mai preso la briga di andarlo a cercare.

2) Dentro i locali della Centrale

Quel pomeriggio alla centrale tutto era tranquillo, nessuno in sala d’aspetto, solo un ragazzo allo sportello, che domandava i moduli per iscriversi al corso di allievo poliziotto.

Visto di spalle, sembrava alquanto piccolo, forse troppo giovane, pensò Teddy, vedendo una piccola testa bionda che a malapena arrivava allo sportello.

Appena entrato, salutò il caporale, il sergente Esposito e il sergente Micaela Contini che lo guardò rispondendo al saluto e illuminandosi in viso come se fosse improvvisamente apparso il sole in una nebbiosa giornata di novembre.

Micaela era una ragazza molto spigliata e sbarazzina, sapeva destreggiarsi in mezzo a tanti colleghi uomini e gradiva, sul lavoro, essere considerata semplicemente un sergente al pari degli altri sergenti di sesso maschile. Prendeva il suo lavoro, come una missione, soprattutto indirizzata verso la difesa delle donne e dei più deboli, questo, contribuiva molto ad avvicinarla all’ispettore Teddy per il quale nutriva un’ammirazione smisurata.

Si sentì squillare il telefono, il sergente Esposito rispose, sembrava una telefonata alquanto agitata; guai in vista! Pensò l’ispettore.

«Buongiorno, ispettore!» Lo salutò Esposito appena conclusa la telefonata.

«Un caso di violenza domestica, una donna si è andata a rifugiare dalla vicina, con la faccia insanguinata perché il marito l’ha presa a pugni!»

«Andiamo!» Disse pronta il sergente Micaela Contini, «muoviti Esposito!»

«Calma!» Intervenne il tenente, rivolto a Micaela, «ma proprio lei deve andare? Tienila d’occhio Esposito, Questa lo uccidere subito, senza nemmeno interrogarlo!»

«Io non uccido, Tenente! Ma una bella lezione a questi tipi ci vorrebbe, e proprio data da una donna!» Così dicendo fissò alla cintura il suo bel manganello e strizzando l’occhio al ragazzino allo sportello uscì accompagnata dal collega.

Nel frattempo il caporale continuava ad occuparsi del ragazzo: «No! tu non puoi!» Lo sentì dire, e il ragazzo insisteva: Continua a leggere “L’ispettore dal cuore d’oro”

Mio nipote

Mio nipote
Mio Nipote
(di Marcella Piccolo)

Occhioni lucenti
guancine ridenti,
d'amore sei nato
e amore hai portato.
Vocina di bimbo
che prova a parlare,
non dice parola
ma il suono sa fare!
Sa far tanto bene
il pianto adirato
se il suo desiderio
non è rispettato.
Sgambetta e regala
il più bel sorrisino
se tendo le mani
e a lui mi avvicino.
Ammira curioso
ogni cosa d'intorno,
impara giocando
e spero che un giorno
avrà conoscenza
di tante e più cose,
farà le sue scelte,
ma sempre virtuose!
Amore di nonna,
ti attende la vita,
preparati forte
per questa partita!
Ma intanto ora gioca,
e cresci beato,
che amor ti circonda
dal dì che sei nato!

Regalo di Natale ed Epifania!

Gratis fino a fine Gennaio  (Clicca sul titolo o sulla copertina per scaricare il libro completo) –

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Se vuoi la versione cartacea costa € 8,00 comprese le spese postali, ti sarà inviata a casa. Puoi pagare in contrassegno al postino o con altro metodo che vuoi tu. BuonNatale!   (marcella.fiabe@gmail.com)

copertina Favole del 200.verde
Le fiabe riscritte in chiave moderna.
I personaggi di Cenerentola, Biancaneve e Cappuccetto Rosso, si muovono tra: astronauti, marziani, droni e abiti biologici.
Circondate da amici premurosi e da mezzi ultramoderni, riusciranno sempre ad avere la meglio e a superare ogni difficoltà.
Ma il successo delle nostre eroine sarà dovuto soprattutto alle loro doti di bontà, pazienza e operosità, delle quali sono largamente fornite.
Ciascuna delle tre favole presentate, terminerà con un lieto fine, dove persino i cattivi, diventeranno buoni.

25 Novembre giornata mondiale contro la violenza sulla donna

            L’ultimo appuntamento

L'ultimo appuntamento

L’ultimo appuntamento   di Marcella Piccolo
“Ancora una volta, un solo momento!”
Mi ha chiesto un ultimo appuntamento,
Lo so che oramai ci eravamo lasciati,
con grande scompiglio e parole mordaci,
lo so che da tanto, da ormai troppo tempo
era spesso geloso, ingiusto e violento,
ma ancora ricordo la grande passione.
Di quando il suo amore, bussava al mio cuore.
Ma tutto finisce, il tempo è passato,
e dentro di me, qualche cosa è cambiato.
Lui ancora mi cerca, mi ama lo sento!
Mi segue ogni giorno con grande sgomento!
Mi dice che non mi potrà più scordare,
l’amore che prova non può cancellare!
Sì, certo mi ama, io so ciò che prova,
perciò non gli nego quest’ultima gioia,
un ultimo istante, lo so glielo devo
perché son sicura che mi ama davvero.
Se anche il suo braccio talvolta è violento
il suo cuore mi ama, di certo, lo sento!
Ma allora perché, malgrado il suo amore,
mi sento una lama sì fredda nel cuore?
Perché questa terra umida e sporca
ricopre il mio corpo, il mio viso e la bocca?
Perché con amore, con gran sentimento,
mi ha chiesto quest’ultimo appuntamento?

Alla ricicleria

Si parla tanto di un problema che affligge alcune zone del sud dell’Italia: lo smaltimento dei rifiuti. Molti si oppongono alla costruzione di inceneritori che, a loro dire, sarebbero dannosi alla salute, ma vorrei ricordare, che oggigiorno, prima di incenerire, si usa Differenziare, e quindi riciclare nelle apposite riciclerie (vedi AMSA) quei materiali che possono essere riutilizzati e trasformati per altri usi, ad esempio la plastica, tanto dannosa se bruciata per le strade, viene facilmente riutilizzata, limitando così la produzione di nuova. (vedi cosa si fa con la plastica) Così anche gli scarti vegetali, se differenziati e riciclati, diventeranno fertilizzante naturale utilissimo all’agricoltura, (vedi raccolta dei rifiuti organici) 

Nel mio libro “Favole del 2000” viene trattato proprio questo argomento, parlando del vestito di Cenerentola, infatti, esso è stato confezionato proprio con una stoffa biodegradabile creata dagli scarti della frutta. Però ahimè, la stoffa ha una scadenza che è proprio quella del giorno in cui si terrà la festa al palazzo del principe, provocando così la fuga della ragazza mentre perde brandelli di stoffa e una scarpina. Fatelo leggere alle vostre ragazze, è un modo simpatico per suscitare la loro curiosità sulle riciclerie. (vedi cap. 10 Alla ricicleria)

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1) Cenerentola e il papà

C’era una volta in un paese lontano, un signore, vedovo che aveva una figlia, una bellissima bambina tanto bella, quanto buona, intelligente e anche molto intraprendente.

Questo signore che era un valoroso comandante della flotta spaziale del re, spesso doveva andare in missione, in lontane galassie assentandosi da casa per mesi o anni, lasciando la figlia con la sola compagnìa della governante.

Per questo motivo, un giorno decise di risposarsi e dare alla piccola una nuova mamma che potesse starle vicina durante le sue lunghe assenze.

Sposò una signora che aveva già due figlie, contento di dare alla bambina anche l’amicizia di due sorellastre che potessero crescere con lei ed esserle compagne di giochi.

La signora, promise al marito che avrebbe avuto molta cura della piccola:

«Vai pure tranquillo» disse.

«Le vorrò bene come se fosse una delle mie figlie».

Il signore, sicuro di lasciare la bambina in buone mani, partì per la sua missione verso il pianeta rosso: Marte.

2) Una nuova vita

Cominciò così per la figliola, una nuova vita, con questa nuova mamma e le sorellastre, le quali però non appena il papà fu partito, cambiarono subito il loro modo di fare, diventando tutt’altro che amorevoli verso di lei: la chiamavano continuamente dandole ordini e facendosi servire. Le presero tutti i vestiti più belli e s’impadronirono di tutti i gioielli della madre e suoi.

Un giorno, Cenerentola, vedendo al collo della sorellastra, la collana che suo padre le aveva regalato il giorno del suo compleanno, la chiese indietro, ma la sorellastra le si rivoltò aggressiva urlando e maltrattandola, finché intervenne la matrigna a dividerle.

«Sei stata proprio cattiva» la rimproverò.

«Non ti permetto di trattare così le mie figlie, per punizione questa sera sarai tu che servirai la cena e dovrai anche andare in cucina a lavare i piatti e a riordinare. Non dimenticare di pulire anche l’inceneritore dei rifiuti, che da quando tuo padre è via, nessuno lo pulisce più, fai tutto bene perché verrò a controllare!»

3) In cucina

La ragazza andò in cucina ubbidiente ed aiutata da Marta, la governante, fece il lavoro affidatole: servì in tavola il cibo per le sorellastre e la matrigna, poi sparecchiò, pulì la cucina ed anche l’inceneritore, ma nel fare questi lavori, si sporcò tutta di cenere dalla faccia, al vestito (l’ultimo rimasto) provocando così le risa delle sorellastre che cominciarono a schernirla chiamandola Cenerentola.

Da quel giorno, il suo nome divenne appunto Cenerentola, e sempre di più fu obbligata a pulire la cucina e a fare tutte le faccende domestiche.

Cenerentola accettava di buon grado questa nuova condizione, anche perché stando in cucina evitava la compagnia della matrigna e delle sorellastre, che non perdevano mai occasione per rimproverarla, ma stava invece in compagnia della governante, una brava donna che la conosceva da quando era nata, e che amorevolmente, ebbe cura di insegnarle i lavori di casa, in modo così da fare meno fatica e non sporcarsi troppo.

Intanto, gli anni passavano Cenerentola, diventò una ragazza molto bella, diventò anche saggia e capace di ogni cosa, prese destrezza nei lavori di casa ma anche abilità al computer, con il quale seguiva regolarmente la sua scuola virtuale, imparando: lingue, letteratura, storia, matematica, astrofisica e tutte le materie scolastiche per i giovani della sua età.

Un giorno però, Marta venne chiamata dalla signora che le disse:

«Ora che Cenerentola e cresciuta ed ha imparato a fare tutti i lavori di casa, non abbiamo più bisogno di te! Dobbiamo risparmiare! Non so quando tornerà mio marito, qui ormai la padrona sono io, ed ho deciso di fare a meno di te, farò lavorare in cucina quella fannullona di Cenerentola; da domani mattina non ti voglio più vedere in casa!»

La buona donna, fu così costretta a fare la valigia e ad andarsene in cerca di un altro lavoro.

4) Sola

Quella sera Cenerentola, fu molto triste, si sentiva sola, non avendo più nessuno vicino che le facesse compagnia e che le mostrasse un po’ di affetto.

Chiusa nella sua cameretta piangeva, ripensando ai giorni belli, quando il sua papà tornava a casa abbracciandola, e portandole dei regali, quando la governante le cucinava la sua torta preferita e lei poteva stare in salotto ben vestita e ordinata.

Mentre era immersa in questi pensieri, sentì un rumore su in soffitta che un poco la spaventò:

«Non c’è nessuno in soffitta, cosa può essere? Forse il gatto della matrigna è rimasto chiuso dentro?»

Si fece coraggio e decise di andare a vedere, era una notte luminosa, la luce della luna entrava dalle finestre e illuminava il corridoio proiettando ombre minacciose sui muri.

«Non è niente» pensò facendosi coraggio,

«sarà il vento che muove i rami degli alberi in giardino».

Silenziosamente, salì i gradini che portavano in soffitta, aprì furtivamente la porta e vide in fondo una lucina accesa ed attorno una figura scura che si muoveva, si avvicinò e oh…!

5) Non più sola

Era la governante: «Oh signorina, mi scusi, non sapevo dove andare, non ho ancora trovato un alloggio, e neanche un lavoro, mi sono sistemata qui perché avevo paura di dormire fuori all’aperto, ma la prego, non avverta la signora matrigna, me ne andrò via subito!»

Così dicendo, cominciò a piangere.

Ma Cenerentola l’abbracciò dicendo:

«No, non te ne andare ti prego, sono felice di rivederti, non dirò niente alla matrigna, sono così sola! Rimani qui, ci faremo compagnia di sera, dopo che avremo finito di lavorare; dovrai solo cercare di non farti vedere e per uscire o entrare in casa, dovrai passare dalla scala della cantina, dove la matrigna e le sorellastre non vanno mai!»

Rimasero un po’ a parlare per organizzarsi al meglio, confidandosi anche le proprie speranze e i propri desideri, Marta, informò Cenerentola che il mattino dopo doveva presentarsi ad un colloquio di lavoro presso un ristorante/catering della zona:

«E’ un ristorante che produce anche ristorazione per feste e party, cercano una cuoca e cameriera, vorrei tanto che mi prendessero, così potrei anche mangiare da loro».

Cenerentola da queste parole capì che la sua cara amica non aveva mangiato in tutta la giornata, andò quindi di sotto in cucina, cercando di non farsi sentire dalla matrigna e dalle sorellastre, prese una tazza di latte, alcuni biscotti e li portò in soffitta, cosi Marta si poté finalmente rifocillare.

Poi le portò un cuscino, un letto autogonfiabile, e tutto l’occorrente per trascorrere le notti in modo confortevole, infine, assonnate ma contente, si separarono per andare finalmente a dormire.

6) Il messo del re

Quando fu giorno, Cenerentola andò nel locale lavanderia per fare il bucato, e mentre aspettava che la macchina a raggi solari terminasse il ciclo di asciugatura, si mise a passeggiare in giardino.

Mentre passeggiava raccogliendo dei fiori, si accorse che sul viale davanti a casa, stava giungendo il messo del re il quale le si fermò davanti offrendole un biglietto di invito per la festa che si sarebbe tenuta al palazzo reale:

«Il re invita tutte le fanciulle in età tra i 17 e i 20 anni, alla festa che verrà organizzata per far scegliere una moglie al principe, tutte le ragazze di questa età sono invitate!»

Chiese poi se nella casa ci fossero altre fanciulle e alla risposta affermativa di Cenerentola entrò per consegnare l’invito anche alle sorellastre.

«Che bello!» Pensò Cenerentola: «Andare al castello per una festa! Vedere tante signore eleganti, mangiare il cibo raffinato che verrà servito e per una volta, pranzare tranquilla senza sentirmi continuamente chiamare!»

«Chissà come sarà il principe, ho sentito dire che è molto bello, ma tanto, non sceglierà mai in moglie una piccola stracciona come me!»

Così pensando, prese un lenzuolo asciutto e cominciò a drappeggiarselo addosso immaginando che fosse un bel vestito da sera e canticchiando a mezza voce, si mise a ballare sul prato sognando di essere già al castello.

«Cenerentola!» Sentì urlare dalla porta di casa.

«Smettila di giocare e sbrigati con i panni, che è quasi ora di servirci il te!»

Era la matrigna che la richiamava alla realtà, Cenerentola tornò in casa e riprese le sue faccende casalinghe, mentre le sorellastre, anche loro entusiaste per la notizia della festa, giravano per il salotto eccitatissime e impazienti di comprarsi il vestito nuovo per andare al castello a conoscere il principe.

«Io mi vestirò di rosa, sarò così radiosa che il principe si innamorerà di me non appena mi vedrà!» Diceva Anastasia.

«Io mi vestirò di rosso, il colore dell’amore, il principe mi cadrà subito ai piedi e in ginocchio mi implorerà di sposarlo!» Diceva Genoveffa.

«Io mi vestirò di cenere, per la delusione di restare a casa senza un vestito buono da indossare alla festa!» Pensò invece Cenerentola.

7) Il vestito

La sera Cenerentola, in soffitta parlò con la sua amica Marta della notizia udita: «Quanto mi piacerebbe andare alla festa, anche solo per vedere tanta bella gente e per sentire le belle musiche che suoneranno, e chissà, forse il principe ballerà davvero con le mie sorellastre!»

«Ma perché non ci vai?» Le rispose Marta, «anche tu sei una giovane, l’invito è rivolto anche a te!»

«Ma come potrei?» Rispose Cenerentola. «Ho solo questo vestito, ormai logoro, non mi farebbero nemmeno entrare!»

E l’amica le disse: «C’è un vecchio baule con dei vestiti di tua madre quando aveva la tua età, sono vecchi e passati di moda, è per questo che le tue sorellastre non li hanno presi, ma io so cucire, se ne troviamo uno da ballo, posso provare a rimodernarlo e adattarlo a te».

Andarono a frugare nel baule, e trovarono un vestito elegantissimo, di stoffa preziosa e ricamato di mille perline, però era veramente antiquato, un modello ormai troppo fuori moda.

«Non è poi tanto male,» disse Marta, «ti tolgo queste maniche, alleggeriamo un po’ le gonne e sono sicura che farai un figurone!»

«Oh grazie» rispose Cenerentola, «io ti aiuterò, la sera, quando ci troveremo qui in soffitta, lavoreremo insieme!»

Così fecero, la sera Marta tagliava, preparava, e dava istruzioni a Cenerentola per poter proseguire il lavoro da sola durante il giorno, finché il vestito fu completato, spazzolato e stirato, pronto per essere indossato alla festa.

8) Il dispetto

Cenerentola andò a chiedere alla matrigna il permesso per andare anche lei alla festa e la matrigna rispose: «Ma non hai un vestito, come pensi di andare alla festa? Vestita così?»

«No» rispose la ragazza, «ho trovato in soffitta un vecchio vestito di mia madre, l’ho aggiustato per me e anche se non è bellissimo come saranno certamente quelli delle mie sorellastre, mi accontento, mi basta solo di poter entrare e vedere Anastasia e Genoveffa quando balleranno con il principe».

A quelle parole, le sorellastre si profusero in entusiastiche descrizioni dei loro stupendi vestiti e gioielli e di come avrebbero incantato il principe al primo sguardo.

«Va bene» disse la matrigna, leggermente raddolcita, «però dovrai venire a piedi, perché nella nostra airlimousine, non ci sarà posto per te!»

Cenerentola fu comunque felice della promessa di andare anche lei alla festa, e per tutto il giorno, lavorò in cucina, pulì e strofinò con tanta buona volontà, pensando al suo elegante vestito pronto che l’aspettava appeso nell’armadio in camera sua.

La sera quando si ritirò per andare a letto, ebbe desiderio di ammirarlo di nuovo ed aprì l’armadio per prenderlo, ma… oh!

Lo trovò tutto tagliato, con sforbiciate che partivano dall’orlo e arrivavano alla scollatura rendendolo così ahimè inutilizzabile!

Andò in soffitta piangendo, e raccontò l’accaduto a Marta, la quale, si sentì oltremodo indispettita, e decisa più che mai a non darla vinta a quelle sorellastre invidiose e crudeli che avevano causato il disastro per impedire a Cenerentola di partecipare alla festa.

«Non finisce qui! Troverò un altro modo per farti il vestito, non scoraggiarti cara Cenerentola, cercheremo insieme un’altra soluzione, vedrai che ci riusciremo, io ti aiuterò!»

9) L’aiuto di Marta

Il mattino dopo, Marta andò al suo lavoro al ristorante e Cenerentola, triste e silenziosa, si dedicò alle sue solite faccende domestiche, ma la sera, quando Marta tornò, portò una buona notizia:

«Ho saputo, che si può trovare qualcosa alla ricicleria: un posto, dove le persone portano oggetti o vestiti diventati inutili e lì, prima di distruggerli, vengono messi a disposizione di chi li vuole, gratuitamente!»

«Buona idea»! Disse Cenerentola, «andiamoci domani!»

Si misero d’accordo per andarci l’indomani, nel primo pomeriggio, orario in cui la matrigna faceva il suo sonnellino di bellezza, e le sorellastre rimanevano nella loro camera a divertirsi provando i nuovi vestiti acquistati.

10) Alla ricicleria

Alla ricicleria, videro tanti vestiti, ma nessuno da ballo, erano tutti confezionati con stoffe pesanti e grossolane, alcuni macchiati e polverosi, non certo adatti ad una festa al castello del re!

L’operatore addetto alla ricicleria, avendo saputo della loro necessità, le informò di una possibile soluzione dicendo:

«Se siete in grado di confezionare da voi un abito, ci sarebbe della stoffa, bella come la seta che potrete avere gratis, perché si tratta di un esperimento, stiamo inventando della stoffa biologica, trattando i rifiuti vegetali. Andate al Biolaboratorio che si trova al secondo piano, chiedete del Professor Cipollotti e dite che vi ho mandato io!»

Andarono al biolaboratorio, e quando il professor Cipollotti venne messo al corrente della richiesta, fu ben lieto di rispondere:

«In effetti, il signor Ricicletti ha detto il vero, ho inventato un tessuto simile alla seta, l’ho ricavato dagli scarti della frutta, non è ancora sperimentato, ma lo potrete fare voi, venendo poi qui ogni lunedì mattina per informarmi di come reagisce, cucendola, stirandola, e indossandola. E’ biodegradabile, cioè dopo un anno, si distrugge da sé, così non avremo più il problema di smaltire gli abiti vecchi. Andate pure e scegliete quella che preferite e poi, all’uscita, firmate per la ricevuta».

«Ah dimenticavo…» disse mentre le ragazze già scappavano via:

«…la data di scadenza è scritta di lato, sulla cimosa!»

Scelsero una stoffa leggerissima e luminosa, di un colore azzurro chiaro, molto bello e adatto per una festa da ballo, finalmente avevano trovato ciò che cercavano!

Giunte in strada si salutarono perché Marta tornava al suo lavoro di cuoca, e Cenerentola corse subito a casa per chiudersi nella soffitta a disegnare il modello per il suo nuovo, bellissimo abito da ballo. Continua a leggere “Alla ricicleria”

Audiolibro “Cenerentola nello spazio”

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