Leggere giovane

cenerentolanello-spazio-okCenerentola nello spazio

da

Favole del 2000

Favole rivedute in chiave moderna, niente fatine o carrozze ma: marziani, droni, airlimousine, abiti biologici, ed armi laser congelanti, Un libro garbato, divertente, ma che tocca anche i più importanti temi di educazione e rispetto per il prossimo.

25 NOVEMBRE giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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LE ROSE NERE    (di Marcella Piccolo)

Ho visitato giardini di rose,
rose bellissime eleganti e radiose
rose dotate di grande valore
che guardan dritte con forza e vigore,
oppure rose di grande umiltà
che mai esauriscono amore e bontà.
Oh mia Signora di tutte le rose!
Son così belle, sì meravigliose!
Sotto il tuo sguardo, sotto il tuo sole
crescon radiose donando amore!
Rose frementi, rose operose
rose che mettono al mondo altre rose!
Oh mia Signora, divina Regina,
ma cosa sento che a noi si avvicina?
Cos’è questo canto? Che triste lamento!
Cos’è questo odore di morte che sento?
“Guarda e ricorda ciò che tu vedi
che tutti sappiano quello che odi,
Questo è il giardino di rose nere,
rose schiacciate, ridotte al volere,
da mano indegna che solo recide!
sono le donne che l’uomo uccide!”

       

Un bambino, un insegnante, un libro…

malala Malala Yousafzai

  “Un bambino, un insegnante, un libro, una     penna, possono cambiare il mondo”.

 

Premio Nobel per la pace nel 2014, Malala è una ragazza pakistana che si batte per i diritti civili e per il diritto allo studio delle donne in ogni paese del mondo.

All’età di 11 anni, scriveva in un blog per la BBC descrivendo le difficoltà delle ragazze del suo paese dopo l’editto del 2009 dei Talebani, che imponeva la chiusura di tutte le scuole femminili.

Nel 2012, al ritorno da scuola, subì un attentato che le costò quasi la vita, fu ferita gravemente alla testa da un talebano e dopo le prime cure in Pakistan fu trasferita a Birmingham, in Inghilterra dove le fu ricostruita parte del cervello.

A seguito dell’attentato, il suo attivismo venne ancor più reso noto in tutto il mondo, proclamandola come l’immagine simbolo delle bambine a cui è impedito il diritto allo studio.

Vive a Birmingham con la famiglia, dove ha potuto riprendere gli studi, frequentando la Edgbaston High Scool for Girls  e  dove il suo impegno in favore delle bambine di tutto il mondo ad andare a scuola è diventato ancor più attivo.

La sua esperienza è narrata nel suo libro “Io sono Malala” in vendita in tutte le librerie anche on line, in formato cartaceo ed ebook.

 

Quando sarò vecchia non vestirò di viola

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Quando sarò vecchia (di Jenny Joseph)

Quando sarò vecchia mi vestirò di viola     con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
E in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
E arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli
Farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
E mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
E raccoglierò fiori nei giardini degli altri
E imparerò a sputare.

(La mia risposta, è questa che segue)

Quando sarò vecchia non vestirò di viola

(di Marcella Piccolo)

Quando sarò vecchia non vestirò di viola,

e non cercherò la libertà di chi resta da sola,

ma con berretto da sole su prati e giardini

porterò a spasso i miei nipotini.

E spenderò tutta la mia pensione

in gelati, giocattoli e merende buone.

Non sandali in raso, ma ciabatte infradito,

per condurre in piscina il nipote più ardito.

Mi siederò alla panchina del parco,

con passeggino o triciclo lì accanto,

mentre i nipoti arrafferanno merende…

dalla mia borsa che colma li attende.

Andrò ad ogni porta a suonar campanelli

per mostrare a tutti i visini più belli.

Continuerò la sobrietà della mia gioventù.

Per dare a loro ancora di più.

Passeggerò nella pioggia con loro anche quando,

li vedrò saltellare nelle pozzanghere di fango.

Li aiuterò a raccogliere i fiori dei prati,

che poi la sera verranno donati

alla cara mamma che dopo il lavoro,

verrà a riprendere il dolce tesoro.

Quando sarò vecchia non mi lascerò andare,

perché mi aspetta tanto da fare.

Comincerò a far pratica adesso,

invitando a pranzo i miei figli più spesso,

cosicché quando sarò vecchia quel dì,

li avrò vicini ancora e così…

non accadrà che mi sentirò sola,

e non comincerò a vestirmi di viola!

Marcella Piccolo

Leggere giovane

copertina-biancaneve3Favole del 2000

 

Biancaneve e i sette marziani  (cap. 6)

I sette nani lavoravano come minatori nella miniera di diamanti all’interno della foresta, il loro era una lavoro molto duro, si dovevano infilare dentro piccole caverne e con colpi di piccone o con le mani, dovevano rompere la roccia per cercare ed estrarne i diamanti. Una mattina visto che erano usciti molto presto, decisero di attardarsi un po’ cercando funghi, che a loro piacevano moltissimo e Biancaneve sapeva cucinare così bene!

Avevano già raccolto una bella quantità di porcini, quando si accorsero che il prato non era più bello verde, ma cominciava ad essere un po’ bruciacchiato, e andando avanti nella stessa direzione lo era ancora di più; videro scheletri di alberi letteralmente carbonizzati e alzando lo sguardo, in fondo al prato bruciato, cominciarono a scorgere un luccichio metallico che risplendeva ai primi raggi del sole mattutino.

«Guardate! Cosa mai sarà? Sembra un gigantesco diamante!» Disse uno. «Presto, andiamo a vedere!» Disse un altro. Si avvicinarono e si misero a scavare con tutte le loro forze attorno a quell’oggetto, che però non era un gigantesco diamante ma una grossa sfera di metallo con dei piccoli oblò lucidi che si susseguivano lungo tutta la facciata, nella parte che fuoriusciva dal terreno.

7) Nella sfera
«Trzx, stxaiken fiycejx tkist yuk?» Che tradotto dalla lingua marziana vuole dire:
«Cosa stanno facendo questi terrestri?» E poi, sempre nella loro lingua:                   «Stiamo molto attenti, perché da quanto ci risulta, i terrestri, sono un popolo molto primitivo e quindi malvagio, molti di loro provano piacere nel fare del male ai loro simili, e ancora di più a quelli che vedono diversi da loro. Teniamo pronte le pistole immobilizzanti!»

Intanto i sette nanetti, ignari di questi discorsi, continuavano a scavare attorno alla sfera, cercando di liberare anche la parte che era nascosta sotto il terreno.

«Guardate! Questa deve essere una porta! Presto, aiutatemi! Scaviamo di più!» Fu il grido eccitato di Brontolo. Eliminarono tutta la terra che ostruiva la porta, però non riuscivano ad aprirla, perché non aveva maniglie, ma ad un tratto, la porta si illuminò e divenne trasparente, poterono quindi vedere all’interno un piccolo essere verde, che li guardava con due occhi tondi grandissimi e luccicanti e due lunghe antenne, sopra una testa ovale come una palla da rugby, ma molto più grossa».

«Tksxyu, kajskxz, trkyich, kopwoks!» Furono le parole del forestiero. Ma i sette nani, non fecero nemmeno in tempo a sentire l’ultima parola, che erano già scappati ruzzolando sui sassi e urtandosi fra di loro dallo spavento, grande però era la curiosità che dopo il primo momento di panico, si fermarono dietro un mucchio di terra e abbracciandosi l’un l’altro per farsi coraggio, si misero a guardare.

Nel frattempo, il portello dell’ astronave si era aperto e il primo marziano aveva cominciato ad uscire: «Chkisz, Uskinz tke whikx chujsz t leksw huy mokiwsx hcx hknn wasuak!» «Che tradotto in lingua terrestre voleva dire: «Possiamo uscire, non sono armati e leggo nel mio computer sul braccio che hanno paura!»

I piccoli marziani avanzavano cautamente verso i nanetti mentre questi cercavano di vincere il desiderio impellente di voltarsi indietro e mettere alcuni Kilometri di strada tra loro e quelli strani esseri.                                                                                                                                                              «Sono piccoli come me!» Esordì Cucciolo, il più piccolo dei nanetti e incoraggiato da questa novità, prese dallo zaino la sua merenda, e la poggiò su un sasso proprio di fronte al marziano.
Questi però rimase un po indeciso sul da farsi, finché intervenne Dotto, il più intelligente dei sette nani, che anche lui tirò fuori dal suo zaino un panino, lo addentò con un morso e si mise a masticare di gusto, poggiando il resto del panino sul sasso accanto a quello di Cucciolo.                                                                                                                                                            La reazione fu immediata, il marziano capì al volo, prese il panino e lo addentò poi con un verso che sembrava di approvazione, si voltò e lo consegnò ai suoi compagni, un morso ciascuno, i panini finirono in un baleno, ma le risorse dei nani non erano affatto finite, anche gli altri cinque nani, aprirono i loro zaini ed offrirono i loro panini, tra i versi di gioia degli ospiti marziani che da diversi giorni non mangiavano perché la loro astronave era uscita di rotta ed avevano esaurito il carburante ed anche le scorte alimentari; ormai da diversi giorni i loro pasti si erano ridotti solamente a pillole ricostituenti… (continua)

I Promessi Sposi

Guarda il film su YOUTUBE

“I Promessi Sposi”  

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. Continua a leggere “I Promessi Sposi”

Italiani “Mangiaspaghetti?”

Italiani Mangiaspaghetti?

Sì! E ne andiamo orgogliosi, perché gli spaghetti fanno bene!

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Spaghetti al pomodoro (RICETTA)

In Itala, gli spaghetti, come anche le penne, i maccheroni e tutta la pasta secca, vengono prodotti con la farina di semola di grano duro, che contrariamente alla farina 00, conserva ancora le qualità nutritive del grano, è ricca di proteine e glutine, contiene carotenoidi, utilissimi per eliminare i radicali liberi. Quindi, mangiamo pure spaghetti e maccheroni, anche tutti i giorni, ma limitiamo invece il consumo di pane o pizza, perché prodotti con farina 00 che è raffinata e quindi ha perso molte delle sostanze nutritive, è ricca soprattutto di amido,  quindi è controindicata per chi non vuole ingrassare e per i diabetici.

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Farina di semola di grano duro (per pasta secca, spaghetti ecc…)  Ricca di proteine, glutine, e carotenoidi.

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Farina 00 (per pane, pizza, dolci) più ricca di amido, non indicata per chi vuole dimagrire o è diabetico

Primavera

PrimaveraPrimavera2

Primavera vien danzando
vien danzando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialle;
e poi rose, a fasci e a mucchi.
E l’estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta:
Sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliegie lustre e fresche,
ben divise a mazzi e a ciocche

Vien l’autunno sospirando,
sospirando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina,
e un pugnel di foglie morte.
E l’inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un fastell d’aridi ciocchi,
un fringuello irrigidito;
e poi neve neve a fiocchi
e ghiacciuoli grossi un dito.
La tua mamma vien ridendo,
vien ridendo alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo ritto un fiore:
Ma tu dormi e non lo vedi!

 Primavera

   (Angelo Silvio Novaro)

Un libro ti prende e ti porta lontano

Un libro ti prende e ti porta lontano,
in città o paesi per vivere sogni e avventure,
su mari impetuosi al timone di antichi velieri,
o in verdi lagune sfiorate da venti leggeri,
Ti spinge a seguire pirati o Regine
ti dà tanti amici coi quali gioire.
Ti porta in capanne, palazzi o manieri
volando nel vento su arditi destrieri.
Un libro ti prende pian piano la mano
e senza bagagli ti porta lontano!

Marcella Piccolo

Far leggere ai nostri figli

I giovanissimi, solitamente sono piuttosto pigri nella la lettura; il loro tempo viene occupato, da videogiochi, social network (dove spesso troviamo un italiano fantozziano) e amici. Però è nostro dovere di genitori avvicinarli alla lettura, per aiutarli ad esprimersi e a scrivere in modo corretto e non solo, anche per allenare la fantasia e conoscere esperienze altrui che possano creare un bagaglio di informazioni e cultura.

Non pretendiamo però di vedere nostro figlio intento a leggere Manzoni o Leopardi (se lo fa, ben venga) ma avviciniamolo comunque a letture anche semplici e piacevoli che possano incoraggiarlo a continuare a leggere, invece di farlo scappare rifugiandosi nella playstation. Se scrittori del passato come  di  Stevenson o  Verne, li giudica antiquati e con questa scusa si rifiuta di leggerli (ahimé), non disperate e provate a suggerire autori moderni, magari cercandoli tra gli e-book che costano pochissimo e si possono leggere anche sul cellulare o sul tablet.  https://mybook.is/

Soprattutto, date loro l’esempio, cominciando voi a leggere per i vostri figli, fin da piccoli, scegliendo con cura la lettura da proporre. Continuando poi, quando avrà imparato a leggere, organizzando  almeno un’ora o due alla settimana per leggere insieme, alternandovi nella lettura ed avendo sempre un atteggiamento positivo, senza mai criticare se non sono bravissimi a leggere, ma anzi, lodando i progressi che pochi o tanti inevitabilmente ci saranno.

Marcella Piccolo

I miei libri